Serve una riforma anche per i Casinò

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Non vi è ombra di dubbio che l’Esecutivo debba forzatamente intervenire anche nel comparto delle Case da Gioco. Molte persone si chiedono quali sono i migliori casino online e non trovano una risposta adeguata. È una materia in cui non si è intervenuti da anni e si è ancora fermi ai regi decreti di decenni fa. Oltre tutto, nelle Case da Gioco vi sono controlli di gran lunga superiori e più invasivi rispetto a ciò che si compie in un locale che tiene le sue slot machine in qualche retrobottega. La normativa dei casinò tricolore va rivista riportandola al livello che già esiste in altre realtà europee, come per esempio in Francia dove, in quelli presenti sul territorio, c’è un perfetto e corretto controllo del flusso di danaro.

Purtroppo, però, siamo davvero in un terreno che è estraneo all’opera di riordino che interverrà in Conferenza Unificata voluta dalla manovra finanziaria dello scorso anno. L’Esecutivo, anche per questo riordino, è ancora e sempre in ritardo sperando che almeno abbia le idee chiare che rispecchino esattamente quelle che sono state proposte alle Regioni e agli Enti Locali. Dispiace solamente che, sempre nostro Esecutivo, non abbia preso in considerazione anche il comparto dei Casinò italiani che da tempo, come detto qualche riga più sopra, stanno aspettando un intervento di qualsiasi tipo, basta che metta fine alle ambiguità delle normative in essere che non fanno altro che mettere il comparto in difficoltà.

Anche chi non conosce il mondo del gioco d’azzardo sa perfettamente che questo comparto è in grande deficit, gli introiti, così come gli incassi, continuano a diminuire ed il trend in discesa, che porterà alla fine di questo 2016, sarà paurosamente inferiore a quello dello scorso anno che già non era dei migliori. Il marketing delle quattro Case da Gioco nazionali non sa più cosa studiare, e mettere in pratica, per incentivare i giocatori a ritornare sui propri passi ed a rientrare nelle sale affascinanti e coinvolgenti del Casinò che da tempo immemorabile offrono ai propri visitatori emozioni e sensazioni che solo l’ambiente della Casa da Gioco può offrire e non far dimenticare.

Ma forse questo discorso non interessa a nessuno, tanto meno al nostro Esecutivo, considerando che i Casinò sono gestiti da società partecipate dello Stato e, quindi, ovviamente lo stesso non potrà mai legiferare qualcosa che vada contro i propri interessi. Almeno fino ad ora è stato così, e le speranze che con una certa velocità si possono cambiare le cose è sempre più distante dalla mente degli operatori di questo segmento. Certo dispiace veramente che queste strutture che contengono “il tipico gioco d’azzardo” non possano usufruire di qualche attenzione da parte dell’Esecutivo.

La cosa essenziale sembrerebbe essere un intervento ovviamente nazionale da parte dello Stato che tocchi anche il comparto dei Casinò: naturalmente, lo Stato non deve avere l’interesse specifico perché il suo popolo giochi, deve solo intervenire per riordinare il tutto, e si sottolinea tutto, il mondo del gioco: la realtà, invece, è ben diversa ed è che una parte del bilancio statale è coperto dagli introiti del gioco d’azzardo, e questo è veramente intollerabile.

Quando si cercano fondi si pensa sempre al gioco d’azzardo

soldi dal gioco d'azzardo

Come detto in altra occasione, i tecnici che si occupano di studiare dove reperire i fondi per mettere una toppa al buco di bilancio (che è una “toppa grossa” considerando che si parla di “tanti” miliardi di euro) avranno vita dura con il gioco e con tutti i casino online: sono stati esaminati tutti i comparti, cosa che era già stata fatta lo scorso anno, e sembra di cercare “l’ago in un pagliaio”… La conseguenza sarà quella di studiare qualcosa di diverso, ma per carità, che riguardi sempre e comunque il settore dei giochi mi raccomando, come per esempio una nuova procedura di asssegnazione dei diritti in modo quasi simile a quello effettuato nel 2009 con l’introduzione delle videolottery.

Allora, il Governo introdusse una gara sull’acquisto da parte dei concessionari dei diritti utili per l’esercizio di questi giochi che avrebbe portato al costo cadauno di circa quindicimila euro. Questa volta si potrebbe “mettere sul piatto” i diritti per le “Awp da remoto”, questa nuova generazione di “macchinette”: ma anche se l’introduzione di questi apparecchi è già stata prevista, non se ne conosce alcun dettaglio ancora. Oltre tutto, il futuro delle stesse slot è stato più volte messo in discussione, recentemente, anche direttamente dal nostro Premier ed è stato oggetto di “scontro frontale” in sede di trattativa con gli Enti Locali. Anche qui… ci troviamo di fronte ad “abbastanza buio”, se non buio pesto.

Al di là di tutte le discussioni anche sul gioco gratis del blackjack, sia in Conferenza Unificata che non, delle richieste ed ordinanze proibizionistiche che non hanno indubbiamente fatto bene al settore, quello che è l’unico dato certo è che dal 2017 dovranno entrare in produzione le nuove “Awp da remoto”, ma che il loro numero dovrà diminuire del 30% nei prossimi anni, scendendo così a circa 265mila unità. Le Awp da remoto dovrebbe significare e rendere appetibile la gara per l’assegnazione dei diritti però questo sarà anch’esso un passaggio non immediato per via della situazione attuale del mercato ed anche per le decisioni che si andranno a prendere a breve .

Il mercato del gioco lecito e quello dei casino online mobile, quest’anno, ha subito un “salasso notevole”, sopratutto per la parte dei gestori che acquistano gli apparecchi e che ancora oggi sono “ingarbugliati” con il ricambio del parco macchine voluto dal rincaro del Preu e dalla possibilità di compensarlo con la riduzione del payout il che che significa, in parole povere, sostituire tutte le slot in esercizio. Con tutte queste motivazioni, elencate in modo sufficientemente dettagliato, sarà assai difficile rintracciare risorse questa volta dal mondo del gioco pubblico: la coperta che si rappresenta è spaventosamente corta e spaventosamente tirata.

Non si può a questo punto evitare di riflettere, ma questo viene fatto spesso da chi scrive, per quale motivo si voglia eliminare il gioco o renderlo impraticabile, quando dello stesso gioco l’Esecutivo non possa farne a meno. Quando non si sa mai “che pesce pigliare” quando bisogna risanare il bilancio dello Stato e, sopratutto, quando non si vuole fare “brutta figura con gli italiani ed immettere nuove tasse”: si preferisce infierire sul gioco… come se non lo si fosse fatto già abbastanza lasciandolo andare alla deriva e lasciandolo “mortificare”da tutte le parti!

La stabilità 2017 porterà ancora interventi sul gioco d’azzardo

legge e gioco d'azzardo

La Legge di Stabilità per il 2017 è lì che “ci guarda” tra incertezze politiche per ritrovare nuovi fondi, discussione della manovra e valutazioni di ogni genere per recuperare almeno 7 miliardi di euro che è una sorta di “buco” che il Governo dovrà riempire in qualche modo. Questa settimana, in aggiunta, si dovrà anche discutere sul rapporto tra Governo, Stato ed Enti locali nel nuovo “incontro” in Conferenza Unificata per far proseguire “le trattative” sospese in agosto e che, allora, hanno lasciato gli interpreti nei “loro precisi cantoni” senza che alcun partecipante abbia rinunciato a qualcosa. Anzi, forse lo Stato, proponendo una parte di “profitti del gioco e dei casino online con bonus” ai Comuni in cambio di interventi delle varie Polizie Locali sul controllo del territorio relativamente ai giochi, è quello che maggiormente “ha fatto un passo indietro”.

Quindi, sia per la politica relativamente alla Stabilità, che per i giochi questa settimana sarà indubbiamente decisiva o, quanto meno, importante: quello che tutti si aspettano, e che non è per nulla confortante per il mondo del gioco e dei casino online, è una ulteriore stangata che “staziona come la spada di Damocle” sulla testa del settore, stangata che si andrebbe ad aggiungere ai vari discorsi restrittivi che si stanno moltiplicando sempre più e che sempre di più incidono sulla “vita finanziaria delle imprese ludiche. Una stangata che metterebbe, indubbiamente, a rischio l’industria del gaming da un lato ed i “cittadini normali” dall’altro che, in autunno, hanno sempre qualche piccola “sorpresina economica” da dover affrontare.

Gli italiani, ormai, si sa sono abituati a stringere la cinghia… ed anche gli italiani che si occupano di gioco. Ma le industrie del settore ogni anno, da un poco di tempo a questa parte, devono fare i conti, di manovra in manovra, con i loro margini di profitto che si assottigliano sempre di più e che continuano a far rivedere i vari bilanci di fine anno. Queste sono, in ogni caso, le aspettative per questo autunno anche se il nostro bel Premier continua a dichiararsi fiducioso sulle politiche economiche da lui dipinte come “rosee” (e che a tutti rosee non sembrano affatto): Renzi si riferisce alla fiducia che l’Europa dovrebbe ridare all’Italia sul piano di riduzione del rapporto deficit-Pil del prossimo anno che renderebbe la strada degli italiani meno irta e perigliosa. Mentre percorso assai difficoltoso, e quasi “improponibile”, sarà il reperimento dei 7 miliardi di euro di cui si è parlato che, onestamente, non si riesce a capire dove si potrebbero trovare… se non ancora in parte dal mondo del gioco.

Ma questa settimana non si parta di lista dei casino online ma si ha un altro tema importante per l’Esecutivo: il referendum che occuperà non poco tempo e spazio ai nostri politici e che, forse, avrà qualche riferimento anche con il gioco. Nel senso che i cittadini che sono chiamati a votare la riforma costituzionale si troverebbero davanti ad una modifica dell’equilibrio tra Stato ed Enti Locali anche in termini di economie per evitare che in futuro vi siano regolamentazioni che divariano tra una Regione e l’altra, così come avviene oggi e come il Premier Renzi continua a sottolineare difendendo l’intervento del Governo per la riforma del mondo-gioco.

Il gioco d’azzardo si schiera dalla parte dei terremotati

gioco e raccolta fondi

Nonostante il mondo del gioco lecito e quello dei casino online sia sottoposto a “pressioni” ed “incertezze” ed “inquietudini” bisogna proprio dire che trova anche il “tempo” per occuparsi del sociale e, sopratutto, di organizzare raccolte di fondi per la cittadinanza che è stata colpita dal terremoto di fine agosto. Quindi, si continua a ribadire, che il gioco si impegna anche per il sociale oltre che per i “suoi tornaconti”. Tornaconti secondo i detrattori del settore che sono sempre ingenti e che non “dovrebbero proprio esistere”. Si parla ora dell’assemblea dei soci della Sapar che si è tenuta in Piemonte in questi giorni. Sapar, associazione del settore che è sempre in prima linea in difesa dei suoi assistiti, nella quale appunto si è parlato dei comuni vittime del sisma a cui verrà destinato un fondo (del gioco) di solidarietà ed anche delle aziende del gioco che rischiano, purtroppo, di chiudere sotto il “peso di una legge regionale e di diverse ordinanze comunali insostenibili”.

Per spendere ancora qualche riga sulla raccolta dei fondi derivanti dai migliori casino online bisogna sottolineare che vi è ancora tempo sino al prossimo 30 settembre per partecipare a questa raccolta che sta raggiungendo una cifra veramente importante che sarà apprezzata (anche se proviene dal mondo del gioco d’azzardo!) e, sopratutto, utile per portare solidarietà verso coloro che sono sottoposti ad un dramma così eclatante e devastante. Nell’assemblea, si è parlato anche dell’iniziativa portata avanti da Sapar relativa alla raccolta di firme per contestare le ultime “belle uscite” del Governo, quando si ipotizza la completa eliminazione delle “famigerate macchinette” da bar e tabaccherie.

Secondo l’associazione, relegare il gioco ed i casino online italiani nel ghetto delle sale dedicate in periferia togliendolo dagli esercizio, è come dice un vecchio adagio che “ci piace” ricordare: “Occhio non vede, cuore non duole”, sempre considerando il gioco un settore “demonizzante” e questo non avrebbe alcun senso. E poi, sempre in questa assemblea, si è parlato di tutti gli incontri che Sapar sta attuando con le varie Amministrazioni comunali, l’ultimo con l’assessore al commercio del Comune di Torino, relativamente alla futura ordinanza che si emetterà in quella città sulle limitazioni orarie. Sapar sta lottando con grande voce contro queste restrizioni, sempre più ostacolanti le attività ludiche, e che ridimensionano sempre di più i profitti delle aziende del settore.

A parte la riduzione degli incassi legati alle slot machine gratis senza deposito che già, in ogni caso, risente della crisi economica che attanaglia il nostro Paese da un bel po’ di tempo, le restrizioni orarie messe in atto dai Comuni stanno provocando da un lato effetti devastanti mettendo in pericolo aziende e risorse del settore, mentre dall’altro risulta fondamentale un lavoro di prevenzione e di informazione e sopratutto la cultura del gioco. Sapar ritiene che questo ultimo argomento sia il fulcro indispensabile intorno al quale può ruotare la sopravvivenza del settore, la vita commerciale degli operatori ed il “quieto vivere” delle risorse che vi sono impegnate. Certo per concretizzare un lavoro di prevenzione e di informazione è essenziale trovare persone disponibili a valutare progetti seri, fondati e che possano avere impatti positivi in materia di tutela dei giocatori e dei minori che vanno particolarmente seguiti con attenzione.

Il bando delle scommesse continua a far discutere

bando gioco d'azzardo

A questo punto, scusando il gioco di parole, bisognerebbe fare il “punto” della situazione relativamente alla proposta per la riforma dei giochi e dei casino online presentata agli Enti Locali per poi fare “mente locale” all’emanazione dei bandi previsti dalla Legge di Stabilità. La Conferenza Unificata è slittata alla fine di settembre, sperando che quella data sia foriera di “buone novità”, anche se le sensazioni sono sempre quelle di agosto, quindi non eccessivamente positive. Ma a che punto sono i lavori per il raggiungimento di una intesa sul riordino della distribuzione del gioco?

Il sottosegretario all’Economia, con delega al gioco ed ai migliori casino online italiani, Pier Paolo Baretta è l’unica persona che può mettere ordine su questa tematica, sopratutto per quello che riguarda la ricollocazione e la riduzione delle apparecchiature da intrattenimento presso gli esercizi commerciali che sono gli argomenti “più caldi” e quelli che stanno suscitando discussioni e “reprimende” da parte dell’industria del gioco… che non sa bene che fine farà. Baretta assicura che si sta lavorando sull’argomento con un tavolo tecnico il cui risultato potrà consentire ai partecipanti della Conferenza Unificata di muoversi e, sopratutto, di muoversi nella giusta direzione.

Nel mentre, il nostro Premier Renzi ha annunciato che la Legge di Stabilità 2017 è in pratica pronta e che bisognerà aspettarci qualche “misura” che riguarda il gioco: cosa e in che “misure” allo stato delle cose, è ancora presto per dirlo. E poi, gli operatori del settore sono sempre in subbuglio e sono in grande attesa per i bandi di gara preannunciati dalla Legge di Stabilità di questo anno, particolarmente per quello che riguarda il “bando delle scommesse” che dovrebbe essere pubblicato almeno entro il 2016. Sollecitato su questo argomento, il Premier però non ha saputo dare una risposta precisa confermando che certamente “i bandi si faranno e che si sta vedendo ora questa questione”. Risposta che, ovviamente, non ha soddisfatto alcuno.

Relativamente a questo ultimo argomento ed anche a quello dei siti italiani di casino online, non si poteva non parlare dell’iniziativa di Obiettivo 2016 che ha proposto un ricorso al Tar, richiedendo un risarcimento dei danni derivati alla sua azienda per il ritardo nell’emanazione del bando e per il conseguente ritardo della sua immissione sul mercato del gioco, mercato nel quale altre aziende sono già in essere e possono quindi sfruttare “il tempo che hanno a disposizione per incrementare i propri profitti”, cosa che Obiettivo 2016 ovviamente non può mettere in atto.

Al “no comment” di Pier Paolo Baretta, che si occupa anche di coloro che vogliono giocare nei migliori casino online, su questo argomento segue, come è naturale, la riflessione che il Governo “tema” che questo ricorso di Obiettivo 2016, faccia da spartiacque ad iniziative del genere da parte di altri imprenditori, lesi nella loro possibilità di iniziare la propria attività dove hanno investito capitali convinti di poterli “far naturalmente fruttare”. Questo sarebbe devastante per l’Esecutivo, oltre a dimostrare, se ve ne fosse ancora bisogno ed ancora una altra volta, che il settore del gioco viene discriminato dallo Stato… e di questo se ne farebbe volentieri a meno. In questo momento ed in vista del “nuovo” rinvio della Conferenza Unificata, l’Esecutivo avrebbe necessità di credibilità e non certamente di altre dissertazioni che facciano venir meno la sua autorevolezza!

Ricorso degli operatori del gioco contro gli orari impossibili

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Gli operatori del mondo del gioco d’azzardo del napoletano stanno facendo un’opera interessantissima contro l’ordinanza del Comune partenopeo che sta limitando, in modo anche irrazionale, l’attività ludica su quel territorio: si sono riuniti per discutere di questa “calamità per il gioco e per i migliori casino online” cercando di fare un fronte comune per avere più forza e riuscire così a contrastare il cammino di queste ordinanze così restrittive che possono quasi costringere talune aziende a chiudere i battenti. Ma gli operatori del gioco, sia in Campania che in altre Regioni, sono abituati a combattere visto come il settore è da qualche tempo preso di mira e, quindi, stanno ergendo una barricata metaforica che possa difenderli e, sopratutto, difendere la libertà di impresa.

Questa riunione tenutasi lo scorso 20 settembre, ed appunto organizzata dalle aziende operanti sul territorio campano, ha richiesto l’intervento anche di una delegazione di As.Tro, composta dal Consigliere Lorenzo Verona responsabile per le questioni territoriali dell’Associazione, e dal Presidente Massimiliano Pucci, sempre in prima linea: questo intervento ha indubbiamente reso ancora più forte il rapporto di vicinanza e di collaborazione tra rappresentanza ed operatori e sta a significare di quanto interesse sia l’argomento delle ordinanze restrittive emesse dai vari Comuni e con quanta “grinta” l’associazione voglia difendere i “suoi operatori”.

As.Tro ha apertamente dichiarato che non abbandonerà certamente le aziende ludiche e di casino online legali aams di Napoli “ad un destino segnato da una assenza di dignità” alla quale la restrizione messa in atto dal Comune sta condannando a vivere il mondo del gioco lecito. Sottolinea ancora As.Tro che probabilmente il Comune ha decretato le ordinanze senza prendere in considerazione possibilità alternative messe a disposizione “dall’intelligenza e dalla sapienza imprenditoriale” delle imprese del gioco che da anni operano con sagacia, forza sia economica e mentale, caparbietà e professionalità sul territorio napoletano.

Quindi, l’associazione che tutela gli operatori del gioco lecito, sosterrà il ricorso amministrativo in Consiglio di Stato che verrà discusso nell’udienza del prossimo 6 ottobre attraverso “un intervento ad adiuvandum e sarà assistito da un avvocato del Foro di Salerno. E giusto perché “l’unione fa la forza”, nello stesso momento, verrà cercata e messa in essere ogni strada possibile ed utile per trovare collaborazione con le rappresentanze degli altri comparti industriali del gioco lecito, per concretizzare sul territorio quel progetto associativo che le aziende locali hanno potuto conoscere.

Ormai il progetto legato anche alGli operatori di gioco d’azzardo e molti casino online legali con licenza aams  mondo dei casino online con bonus migliori è noto e la sua denominazione “Un gioco buono anche per il territorio” sta correndo sulla bocca di tanti operatori e di tante industrie ludiche perché ha contenuti interessanti che potrebbero veramente dare una mano per cominciare ad affrontare tante tematiche che stanno diventando un problema serio per il settore. D’altra parte, decenni di “storia sana” del settore su questa parte del territorio ed anche la “forza attuale” dei suoi imprenditori meritano senz’altro attenzione e tutto l’impegno possibile da parte dell’associazione che li tutela per salvaguardarne l’esistenza e garantirne un futuro ancora pieno di soddisfazioni e di successi. Il territorio merita tutta questa attenzione e, di conseguenza, anche le imprese ed i casino online che vi operano che hanno investito da anni credendo in questo lavoro e non pensando assolutamente in questa condizione “di difesa” nella quale si devono trincerare per continuare “a vivere”.

Come vanno i Casino Online negli altri paesi

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Perché parlare sempre dei casinò games del nostro territorio e non dare un’occhiata anche a Paesi vicini come la Spagna dove è stato affrontato il tema con tutte le sue problematiche e dove i risultati sembrano essere positivi. Nel secondo trimestre di questo anno “horribilis per il gioco” l’online spagnolo è aumentato del 9,7% rispetto al precedente trimestre. Il giocato sui casinò games rappresenta il 36,11% del complessivo e sono stati giocati 986,54 milioni di euro di cui 298,3 alle slot.

Anche in Spagna il poker online è sceso complessivamente del 10,06% e segue l’andamento di altri Paesi dove la vita di questo comparto non è assolutamente facile. Dopo aver ottenuto un “periodo glorioso”, il poker non riesce a riprendersi e questo ovunque si facciano i sondaggi. Sempre in Spagna in relazione al giocato del poker il cash è sceso del 13,04% ed il torneo del 3,38%.

Sempre secondo i dati della Dgoj, la Direzione Generale di Gioco in Spagna, l’importo totale dei depositi di gioco nel corso del trimestre è stato di 289,59 milioni di euro con un incremento rispetto al trimestre scorso del 6,80% e la crescita così si rafforza anche rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, con un 47,39% in più.

La totalità dei prelievi effettuati dagli utenti regolarmente registrati e che vogliono giocare nei migliori casino online è stata di 200,76 milioni di euro, con un incremento del 17,3% rispetto al trimestre precedente. La spesa di pubblicità da parte degli operatori nel corso del secondo trimestre è stata di 29.750.000 euro e si nota una diminuzione rispetto al trimestre precedente del 9,02%.

I premi ammontano a 2.633,13 milioni di euro, con un incremento del 2,88 percento rispetto al trimestre precedente e del 32,06% rispetto allo stesso trimestre del 2015. Nel secondo semestre si è registrato un aumento in quantità di gioco rispetto al trimestre precedente sui segmenti di casinò e scommesse mentre vi è stato un calo nei segmenti del poker, bingo e concorsi.

Per quello che riguarda casa nostra, invece, si vuole dire che le imprese del gioco sono 9.384 e sono in crescita su tutto il territorio con una percentuale del +2,6% tranne in Lombardia, dove si sa che sono in vigore strenue battaglie capitanate da Viviana Beccalossi che non lasciano tregua alle attività ludiche. In linea generale, però, sono cresciute le attività relative alle lotterie ed alle scommesse e la gestione degli apparecchi che consentono vincite in danaro. Per stilare una sorta di classifica per città, si deve dire che Napoli vince il podio per le imprese di gioco con 1.163 attività, seguono Roma con 734 e Milano con 412, l’unica in flessione.

Invece, sempre in Lombardia, vanno bene le attività di gestione di apparecchiature a moneta od a gettone che consentono vincite in danaro che passanoda 433 a 483 e rappresentano il 43% del settore e le altre attività connesse con le lotterie e le scommesse che passano da 399 a 451. La Lombardia rappresenta un ottavo circa del totale italiano, ma un sesto se si considera soltanto la categoria di gestione delle apparecchiature.

Ma vanno bene anche in Lombardia le attivita’ di gestione di apparecchi a moneta o a gettone che consentono vincite in denaro, +11,5% (+39,2% in due anni), che passano da 433 a 483 e rappresentano il 43% del settore e le altre attivita’ connesse con le lotterie e le scommesse che passano da 399 a 451 (+13% in un anno, +19,6% in due). La Lombardia rappresenta un ottavo circa del totale italiano (11,9%) ma un sesto se si considera solo la categoria di gestione di apparecchi. Milano e’ prima con 412 attivita’ (-5,9%), Brescia seconda, e decima a livello nazionale, con 146 (-4,6%) e Bergamo terza con 120 (-2,4%).

L’ultima spiaggia per il settore del gioco d’azzardo

gioco d'azzardo

Questa volta veramente… per il gioco pubblico settembre si presenterà proprio come “ultima spiaggia”, dove si deciderà sulla sua sopravvivenza e sulla sua riforma. Non ci sarà poi più nulla da fare o “qualcosa” su cui intervenire perché si è arrivati alla fine… della sua corsa. La speranza di vedere poi, anche ora, che “qualcosa” si muove molto lentamente e con tutte le riserve del caso lascia un barlume di speranza a tutti gli addetti ai lavori che sono stati “traditi” da un’estenuante attesa per la riforma del gioco pubblico che il Governo si trascina da tanto, troppo tempo e che non riesce ad “imporre”.

Ci verrebbe” da dire: eppur si muove… visto che la Conferenza Unificata che ha seguito da vicino i migliori siti di casino online, senza risultato alcuno, si è mossa verso settembre, data in cui sembrerebbe possa succedere qualche accadimento positivo. Si sono appalesate purtroppo difficoltà evidenti nel “quagliare” una riforma soddisfacente e che non tocchi “la sensibilità” degli Enti Locali, difficoltà che si rappresentano ogni volta che l’Esecutivo vuole affrontare la materia della ristrutturazione del mondo del gioco lecito e che non hanno consentito, quindi, all’Esecutivo di “chiudere la partita” nei tempi che si era prefisso e cioè prima della pausa estiva.

Negli ambienti istituzionali il riordino del gioco continua in ogni caso a “tenere banco” insieme alla volontà più volte espressa dal Governo di voler arrivare ad una soluzione concreta visto che sempre di più se ne sente la necessità e l’urgenza. Solo le Regioni sembrano “allontanarsi” da questo riordino, come hanno peraltro fatto dai tavoli di lavoro della Conferenza Unificata per cui hanno brillato nella loro assenza. Assenza di loro rappresentanti che è stato una sorta di colpo di scena tutta politica di cui non si riesce a comprendere la vera motivazione.

Quello che è evidente è che questo tira molla tra Esecutivo ed Enti Locali dovrà fermarsi e, probabilmente, non ci saranno né vincitori né vinti ed inevitabilmente il Governo dovrà assumersi la responsabilità “propria” di decidere il futuro del comparto senza guardare al proprio tornaconto, ma solo nell’interesse del Paese. Questo perché al momento ed in questa situazione di stand-by diventa impossibile effettuare le gare pubbliche per il rinnovo delle concessioni e ciò non va incontro agli interessi della economia nazionale poiché senza introiti dal gioco per il nostro “caro Erario” si rappresentano altre tassazioni per i cittadini dando per scontato che i “favori che l’Europa ci ha concesso”… avranno indubbiamente fine.

A prescindere dalle tasse ”che cadranno sulla testa dei normali cittadini” vi saranno effetti megativi anche in termini di qualità di rinnovamento dei servizi ed il mancato ricambio degli operatori che potrebbe invece scaturire dall’espletamento delle gare. Sono ragioni importanti queste e per queste si dovrà arrivare ad una soluzione anche se fosse una soluzione non pienamente condivisa. D’altro canto se le Regioni continuano ad “assentarsi” dai tavoli che la Conferenza Unificata ha reso disponibili per “obbedire” ai dettami della Legge di Stabilità, dando così motivo di pensare che nelle stesse Regioni non alberghi interesse rispetto alla materia che i soggetti istituzionali propongono. Sarebbe un conclamato paradosso… ma bisognerà prenderne atto.

La prevenzione al gioco d’azzardo è molto importante

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È nato! E bisognerebbe brindare per questo risultato: finalmente l’Osservatorio per il contrasto e la diffusione del gioco d’azzardo ed i casino online ed il fenomeno della dipendenza problematica è stato partorito dopo che era stato previsto dalla Legge di Stabilità del 2015. Sin dal suo inizio, l’organismo si è concentrato sui criteri che devono essere seguiti per ripartire il fondo di 50 milioni di euro tra le Regioni per intervenire con la prevenzione e la cura del gioco patologico. La nuova nascita dell’Osservatorio avrà parecchie finalità, tra le quali il monitoraggio della dipendenza dal gioco, l’efficacia delle azioni di cura e prevenzione, la definizione di linee di azione per garantire le prestazioni rivolte alle persone “cadute nella rete” del gioco problematico, la valutazione delle misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco ed il fenomeno della dipendenza grave.

Questi gli obbiettivi primari e l’Osservatorio è già sceso in campo il 13 aprile, il 16 maggio ed il 27 giugno. È in corso un progetto sperimentale circa le ricerche epidemiologiche ed i primi dati parziali del censimento, che sono ancora in via di ampliamento, parlano di circa 23mila utenti presi in carico nell’anno di riferimento dalle strutture del servizio sanitario nazionale e del privato sociale. Le attività volte alla mappatura regionale dei servizi di contrasto e recupero contro il gioco d’azzardo sono in corso di ulteriore definizione. Ed il prossimo appuntamento dell’Osservatorio è preventivato per il 18 agosto.

L’Osservatorio è composto da referenti istituzionali -Salute, Economia, Istruzione, Dipartimento Antidroga e Dipartimento della Gioventù- e da nove esperti di comprovata esperienza e ci si aspetta anche “un intervento” dei rappresentanti del mondo del gioco qualora fosse ritenuto un intervento utile per ricavarne esperienza e notizie dirette. Per parlare poi della distribuzione del “famigerato fondo”, l’Osservatorio ha provveduto a concordare una bozza di decreto di riparto di queste risorse stanziate per garantire azioni di prevenzione. Bozza che è all’esame per un successivo inoltro in Conferenza Unificata.

Vanno spese anche parole per chi dirige questo Osservatorio: Ranieri Guerra. Nato nel 1953, prima di arrivare alla Direzione Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute ha ricoperto una lunga serie di incarichi assai prestigiosi. Tra tanti, è stato addetto scientifico all’Ambasciata di Italia negli Stati Uniti ed in Australia, direttore scientifico della Fondazione Iss per la Sicurezza in Sanità, Direttore medico della Relief and work agency alle Nazioni Unite e rappresentante italiano nel board di valutazione tecnico scientifica del Fondo globale per l’Aids, la tubercolosi e la malaria. Un grande ed importante nominativo per gestire una struttura diventata assolutamente indispensabile che convogli verso la prevenzione tutto il mondo del gioco d’azzardo. La prevenzione è ciò attorno alla quale deve gravitare l’intero settore del gioco e Ranieri Guerra è indubbiamente un personaggio che può portare a questo risultato essenziale per “far continuare a vivere il gioco sul territorio”.

Ultime parole sul “titolare dell’Osservatorio”: laurea in medicina e chirurgia ed alla specializzazione in Igiene e sanità pubblica vi è da aggiungere la direzione sanitaria dell’Usl Friuli occidentale e tante esperienze all’estero come un incarico presso una organizzazione non governativa operante in Tanzania e l’assistenza tecnica al Ministro della Sanità della Somalia dell’ambito della pianificazione del sistema sanitario nazionale di quel Paese.

Chi vincerà la guerra del gioco d’azzardo?

guerra gioco d'azzardo

Le osservazioni che si andranno a fare in queste righe vogliono essere fatte certamente per il betting italiano ma vanno anche a considerarsi per il gioco in generale. Sì, ancora una volta, considerazioni sul mondo del gioco d’azzardo lecito, in qualsiasi comparto si guardi, perché non è solo il comparto delle scommesse che sta aspettando, ma tutto il settore che vorrebbe tirare il fiato e riuscire a programmare qualcosa di concreto e di appetibile. Ma sarà possibile.

Il bando del rinnovo delle concessioni continua a slittare in attesa di un accordo in Conferenza Unificata che tarda ad arrivare ed ormai settembre è vicino e tutto si sposterà quindi in “autunno” che sarà “calduccio per il gioco”.

Nessuno vuole prendere una posizione esatta: il Governo che ormai si è capito non vuole rinunciare agli introiti del demonizzato settore del gioco, gli Enti Locali che vorrebbero qualcosa di più ed usano il “potere che hanno acquisito” quasi per ricattare l’Esecutivo e le risorse del settore, quei fantomatici 12 miliardi che l’Erario “ingurgita” che non si capisce mai che fine fanno se non quella “generica” di toppare qualche falla…

Certamente, dare un contributo proveniente dal gioco agli Enti Locali sarebbe un’arma “giusta” per poterli coinvolgere e per far vedere il mondo-gioco in modo meno “perverso”, le polizie locali avrebbero sicuramente potere “pratico” e quasi si è sicuri che queste provvederebbero in modo immediato a far chiudere, probabilmente, i punti “dot.com” che tanto imperversano e che tanto…”rompono” lo svolgersi delle attività legali. Ci vorrebbe un po’ più di coraggio per affrontare queste decisioni, ma il procrastinarle non serve e non servirà a nulla salvo “stremare” gli addetti ai lavori del gioco lecito che sinceramente non cela fanno più.

Ed il bando sulle concessioni, non arriva. Si prospetta un rinvio fino al 2018, ma sono voci, solo voci che certamente non tranquillizzano nessuno. Chi si vuole assumere l’onere di iniziare una attività ludica in un complesso settore dove le “ristrettezze lavorative” e le “restrizioni normative” lasciano veramente poco spazio all’inventiva? Chi vuole andare ad assumersi l’onere di una concessione quando ancora oggi non si sa dove, come e quando questa potrà essere “messa sul piatto” ed iniziare a produrre profitti? Per il gioco d’azzardo, che siano giochi o scommesse, non c’è alcuna trasparenza, nessuna parvenza di luce ed alcuna prospettiva.

Non si può essere certi di chi vincerà questa partita: se il Governo con i suoi tiramolla, oppure gli Enti Locali con la loro supponenza e forza che proprio lo Stato ha concesso loro di avere… Tutti gli operatori stanno alla finestra sperando di vedere qualcosa di positivo e di utile che fuoriesce dalle menti “di chi ci organizza la vita” fiscale. Per il momento le aspettative sono veramente ridotte al lumicino che ormai è assai flebile: speriamo solo che non si spenga del tutto perché sarebbe veramente un gran bel disastro sia per l’Erario che no potrebbe più attingere a questo “pozzo senza fondo del gioco”, sia per gli operatori che hanno investito e che ora temono di perdere tutto ciò che hanno investito.

Bitcoin e gioco d’azzardo: Anche i casino online nel mezzo

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Tre grandi tematiche attorno alle quali ruota lo sviluppo del gioco del futuro: monete virtuali (pagamenti con Bitcoin o similari), gli eSports (tornei professionistici di videogiochi sui quali volendo si può anche scommettere) ed il social gaming. Tematiche che potrebbero “regalare” grattacapi ai Governi ed ai regolatori, così la Gambling Commission britannica ha deciso di promuovere una discussione pubblica su tutto questo con l’obbiettivo di stabilire meglio i contorni fra il divertimento ed il gioco d’azzardo in un momento in cui la tecnologia potrebbe fare “passi da gigante” che possono “sforare” l’attuale regolamentazione.

Si sa che la Gambling Commission ha come obbiettivo principale quello di garantire la salvaguardia dei giocatori, sopratutto quelli a maggior rischio come in particolare i minori in modo che questi ultimi non vengano danneggiati dalle offerte di gioco. La consultazione pubblica dovrà portare ad una profonda riflessione per adattare le regole in essere ed evitare quindi successive problematiche. Ma non sarà facile.

Sopratutto il segmento degli eSports che sta prendendo piede tra i giovani che possono scommettere su tali eventi è da tenere sott’occhio data la sua crescente popolarità ed il trend che segue il segmento. Deve destare preoccupazione anche il segmento dei social gaming dove sono previsti acquisti di crediti o token per completare i giochi ed anche qui il “mercato giovane” spende tantissimo. La discussione pubblica promossa dalla Gambling Commission avrà il termine del prossimo 30 settembre entro il quale si possono inviare osservazioni che verranno esaminati ed analizzati e che serviranno per redigere un documento ufficiale entro la fine del 2016.

Inutile sottolineare quanto sia utile e quasi indispensabile che vengano raccolte idee ed osservazioni e riflessioni su questi tre argomenti che possano far capire alla Gambling Commission il pensiero degli utenti, la loro partecipazione a queste iniziative per vedere sopratutto quanto maturo può essere oggi il mercato e sopratutto conoscere come viene recepito dal settore più giovane. Ovviamente non bisogna fasciarsi la testa… almeno per questo. Sembrano quasi più maturi e senz’altro più sgomberi da retaggi moralistici i giovani e giovanissimi che gli adulti e per questo motivola Gambling Commission si aspetta da questo “comparto” una adesione al suo invito di discussione.

Si è quasi certi che in stragrande maggioranza saranno i giovani a rispondere perché l’online è il loro mondo, il gioco è il loro divertimento e gli strumenti che generalmente sono in loro possesso durante tutta la giornata sono il veicolo che usano spesso e più volentieri per sentirsi in contatto “con tutto il resto del pianeta”. Quindi grossa fiducia, speranza ed attenzione alla gente più giovane, al loro mercato, alle loro preferenze che vanno maggiormente curate e protette e ben tutelate.

Verrebbe da dire che questa discussione pubblica potrebbe segnare la base di un futuro del gioco più condiviso, più tutelato e più controllato. Certo, tutte le altre tematiche che toccano o sfiorano il mondo del gioco d’azzardo vanno viste ed esaminate, ma quelle che riguardano i giovani, sopratutto i minori, dovrebbero avere un “diritto preferenziale”: loro, tanto per usare una frase fatta “sono il nostro futuro” e se tuteliamo loro prima di tutto, tuteliamo insieme anche il ”nostro mondo”.