Chi vincerà la guerra del gioco d’azzardo?

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Le osservazioni che si andranno a fare in queste righe vogliono essere fatte certamente per il betting italiano ma vanno anche a considerarsi per il gioco in generale. Sì, ancora una volta, considerazioni sul mondo del gioco d’azzardo lecito, in qualsiasi comparto si guardi, perché non è solo il comparto delle scommesse che sta aspettando, ma tutto il settore che vorrebbe tirare il fiato e riuscire a programmare qualcosa di concreto e di appetibile. Ma sarà possibile.

Il bando del rinnovo delle concessioni continua a slittare in attesa di un accordo in Conferenza Unificata che tarda ad arrivare ed ormai settembre è vicino e tutto si sposterà quindi in “autunno” che sarà “calduccio per il gioco”.

Nessuno vuole prendere una posizione esatta: il Governo che ormai si è capito non vuole rinunciare agli introiti del demonizzato settore del gioco, gli Enti Locali che vorrebbero qualcosa di più ed usano il “potere che hanno acquisito” quasi per ricattare l’Esecutivo e le risorse del settore, quei fantomatici 12 miliardi che l’Erario “ingurgita” che non si capisce mai che fine fanno se non quella “generica” di toppare qualche falla…

Certamente, dare un contributo proveniente dal gioco agli Enti Locali sarebbe un’arma “giusta” per poterli coinvolgere e per far vedere il mondo-gioco in modo meno “perverso”, le polizie locali avrebbero sicuramente potere “pratico” e quasi si è sicuri che queste provvederebbero in modo immediato a far chiudere, probabilmente, i punti “dot.com” che tanto imperversano e che tanto…”rompono” lo svolgersi delle attività legali. Ci vorrebbe un po’ più di coraggio per affrontare queste decisioni, ma il procrastinarle non serve e non servirà a nulla salvo “stremare” gli addetti ai lavori del gioco lecito che sinceramente non cela fanno più.

Ed il bando sulle concessioni, non arriva. Si prospetta un rinvio fino al 2018, ma sono voci, solo voci che certamente non tranquillizzano nessuno. Chi si vuole assumere l’onere di iniziare una attività ludica in un complesso settore dove le “ristrettezze lavorative” e le “restrizioni normative” lasciano veramente poco spazio all’inventiva? Chi vuole andare ad assumersi l’onere di una concessione quando ancora oggi non si sa dove, come e quando questa potrà essere “messa sul piatto” ed iniziare a produrre profitti? Per il gioco d’azzardo, che siano giochi o scommesse, non c’è alcuna trasparenza, nessuna parvenza di luce ed alcuna prospettiva.

Non si può essere certi di chi vincerà questa partita: se il Governo con i suoi tiramolla, oppure gli Enti Locali con la loro supponenza e forza che proprio lo Stato ha concesso loro di avere… Tutti gli operatori stanno alla finestra sperando di vedere qualcosa di positivo e di utile che fuoriesce dalle menti “di chi ci organizza la vita” fiscale. Per il momento le aspettative sono veramente ridotte al lumicino che ormai è assai flebile: speriamo solo che non si spenga del tutto perché sarebbe veramente un gran bel disastro sia per l’Erario che no potrebbe più attingere a questo “pozzo senza fondo del gioco”, sia per gli operatori che hanno investito e che ora temono di perdere tutto ciò che hanno investito.