L’ultima spiaggia per il settore del gioco d’azzardo

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Questa volta veramente… per il gioco pubblico settembre si presenterà proprio come “ultima spiaggia”, dove si deciderà sulla sua sopravvivenza e sulla sua riforma. Non ci sarà poi più nulla da fare o “qualcosa” su cui intervenire perché si è arrivati alla fine… della sua corsa. La speranza di vedere poi, anche ora, che “qualcosa” si muove molto lentamente e con tutte le riserve del caso lascia un barlume di speranza a tutti gli addetti ai lavori che sono stati “traditi” da un’estenuante attesa per la riforma del gioco pubblico che il Governo si trascina da tanto, troppo tempo e che non riesce ad “imporre”.

Ci verrebbe” da dire: eppur si muove… visto che la Conferenza Unificata che ha seguito da vicino i migliori siti di casino online, senza risultato alcuno, si è mossa verso settembre, data in cui sembrerebbe possa succedere qualche accadimento positivo. Si sono appalesate purtroppo difficoltà evidenti nel “quagliare” una riforma soddisfacente e che non tocchi “la sensibilità” degli Enti Locali, difficoltà che si rappresentano ogni volta che l’Esecutivo vuole affrontare la materia della ristrutturazione del mondo del gioco lecito e che non hanno consentito, quindi, all’Esecutivo di “chiudere la partita” nei tempi che si era prefisso e cioè prima della pausa estiva.

Negli ambienti istituzionali il riordino del gioco continua in ogni caso a “tenere banco” insieme alla volontà più volte espressa dal Governo di voler arrivare ad una soluzione concreta visto che sempre di più se ne sente la necessità e l’urgenza. Solo le Regioni sembrano “allontanarsi” da questo riordino, come hanno peraltro fatto dai tavoli di lavoro della Conferenza Unificata per cui hanno brillato nella loro assenza. Assenza di loro rappresentanti che è stato una sorta di colpo di scena tutta politica di cui non si riesce a comprendere la vera motivazione.

Quello che è evidente è che questo tira molla tra Esecutivo ed Enti Locali dovrà fermarsi e, probabilmente, non ci saranno né vincitori né vinti ed inevitabilmente il Governo dovrà assumersi la responsabilità “propria” di decidere il futuro del comparto senza guardare al proprio tornaconto, ma solo nell’interesse del Paese. Questo perché al momento ed in questa situazione di stand-by diventa impossibile effettuare le gare pubbliche per il rinnovo delle concessioni e ciò non va incontro agli interessi della economia nazionale poiché senza introiti dal gioco per il nostro “caro Erario” si rappresentano altre tassazioni per i cittadini dando per scontato che i “favori che l’Europa ci ha concesso”… avranno indubbiamente fine.

A prescindere dalle tasse ”che cadranno sulla testa dei normali cittadini” vi saranno effetti megativi anche in termini di qualità di rinnovamento dei servizi ed il mancato ricambio degli operatori che potrebbe invece scaturire dall’espletamento delle gare. Sono ragioni importanti queste e per queste si dovrà arrivare ad una soluzione anche se fosse una soluzione non pienamente condivisa. D’altro canto se le Regioni continuano ad “assentarsi” dai tavoli che la Conferenza Unificata ha reso disponibili per “obbedire” ai dettami della Legge di Stabilità, dando così motivo di pensare che nelle stesse Regioni non alberghi interesse rispetto alla materia che i soggetti istituzionali propongono. Sarebbe un conclamato paradosso… ma bisognerà prenderne atto.